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  • Immagine del redattoreLorenzo Tadini

A tu per tu con mister Scandroglio


Il nostro mister Under 17 Andrea Scandroglio si racconta ai nostri microfoni , in particolare le sue origini , l' arrivo in Alcione, l' approccio con i ragazzi e gli obbiettivi



LA CARRIERA DA ALLENATORE


“È iniziata purtroppo tanti anni fa, nel senso che ormai sono passati 21 anni da quando ho iniziato ed è stato grazie al prete dell’oratorio che frequentavo da ragazzo che, siccome giocavo ai tempi e riconosceva in me questa passione del calcio, mi diede l’opportunità di allenare la squadra dell’oratorio.

Da qui in poi è iniziato il mio percorso diviso tra studi universitari e corsi calcistici.

Finita l’esperienza in oratorio passai alla Castellanzese e da lì poi andai alla Fulgor Cardano dove allora giocavo. Inizialmente mi occupavo dell’attività di base, successivamente ho cominciato ad entrare nel mondo del settore giovanile facendo gli allievi provinciali.

Il grande snodo della mia carriera d’allenatore è stato nel 2012, in contemporanea al corso UEFA B: la società Fulgor Cardano dove giocavo chiuse i battenti con la prima squadra e mi venne proposta l’opportunità di entrare nel Varese che allora era in serie B dedicandomi agli under 14 e under 15 nazionali.

Fallito il Varese, ci fu un anno di pausa, nel quale ricoprii ruoli come responsabile tecnico dell’attività di base e collaboratore in prima squadra alla Castellanzese. L’anno successivo andai alla Pro Patria dove iniziai dalla Juniores Nazionale per 2 anni, poi due anni di Beretti e 2 di under 17 nazionali Serie C; rimasi quindi per 6 anni. La scorsa stagione allenavo l’under 17 a Renate e quest’anno ho iniziato questa avventura in Alcione”.



L’ARRIVO IN ALCIONE


“Sicuramente sono sensazioni positive: mi sono subito sentito parte attiva della famiglia grazie all’accoglienza e al supporto dei membri della società, dal direttore Bellotti al segretario Tadini, al responsabile del centro Belloni.

Ho da subito sentito il supporto e il sostegno della società grazie alla presenza sin dal primo allenamento del presidente Montini e successivamente del presidente Gallazzi: due cose che per un allenatore di settore giovanile sono particolarmente apprezzabili”.



LA DIFFERENZA TRA ARRIVARE IN CORSA ED INIZIARE UNA STAGIONE DALL’INIZIO


“Iniziando nel mese di agosto si ha più tempo per lavorare, mentre nel mio caso specifico avevamo soli 2 giorni di tempo per preparare una partita importante, complice anche la mia partecipazione al corso UEFA A di Coverciano che non mi permette di seguire gli allenamenti in tutta la settimana.

Ci vorrà sicuramente più tempo per vedere il frutto del lavoro, poiché entrando in corsa si può poco sperimentare privilegiando la preparazione delle partite domenicali”.



LA DIFFERENZA TRA SETTORE GIOVANILE DILETTANTE E PROFESSIONISTICO



“Non mi sento di poter dire che ci siano delle diversità marcate.

La differenza tra professionismo e dilettantismo è nell’idea di quello che si vuole fare e in quello che si propone.

Faccio l’esempio delle mie esperienze: nei professionisti, a pari di categoria, abbiamo sempre fatto 3 allenamenti, qua ne facciamo 4.

Nei professionisti ci siamo allenati in condizioni difficoltose per campi e per strutture, in Alcione questo problema non sussiste.

Quindi da questo punto di vista qui non mi sento di dire che ci siano delle differenze sostanziali, ma tuttavia è normale che il contesto, di ambientamento e di adattamento dei ragazzi, possa portare a richieste differenti. Nel campionato Élite, vedo grosso modo, lo stesso tipo di agonismo vissuto nei campionati professionistici.

Nei professionisti vi è un’idea di gioco legata a una non retrocessione, nei dilettanti si accelerano determinati processi legati al mantenimento delle categorie conquistate, che nei professionisti non si verificano. Penso che più che differenze, siano proprio due metodologie e due mondi diversi per quello che poi è il regolamento e la situazione che si vive”.



L’APPROCCIO CON I RAGAZZI E IL GRUPPO SQUADRA



“La più classica di tutti è vincere, perché se vinci: “eh l’allenatore è bravissimo…”

A parte questa battuta penso che bisogna innanzitutto stare al passo coi tempi, quindi riuscire a comunicare nel modo corretto in cui loro oggi si esprimono basandosi sul rispetto e l’educazione. Nel percorso di crescita di ogni giocatore ci deve essere il dialogo franco, senza falsità, in cui vengono spiegate e motivate le proprie scelte.

Penso che la sincerità e la chiarezza, nel dire le cose come stanno anche se possono non far piacere, vengano sempre ripagate. Nascondersi dietro a degli episodi, a delle situazioni può far perdere la credibilità”.



OBIETTIVI STAGIONALI



“Sicuramente è quello di soddisfare le persone che mi hanno chiamato, perché penso che la riconoscenza di chi ha fiducia in te non vada sottovalutata.

Affidarmi questo incarico sapendo del mio impegno a Coverciano significa comunque credere tanto in me, sentire la fiducia e per tanto cercare di raggiungere gli obiettivi e di dare soddisfazione a chi si è esposto per portarmi in Alcione; Ho l’obbligo di ripagare tutte le persone che hanno iniziato a seguirci e a tifare il percorso dell’under 17.

Per quanto riguarda la squadra, è normale cercare di dare più formazione calcistica possibile, più esperienza, così da migliorare il percorso sportivo di ogni ragazzo. Non accontentarsi di quello che i ragazzi hanno raggiunto, ma voler essere ambiziosi per ottenere nuovi successi.

Proveremo a raccogliere soddisfazioni tramite la nostra idea di calcio, quindi quella per cui lavoriamo, quella per cui facciamo fatica.

Entrando a campionato iniziato abbiamo deciso di ragionare partita per partita fino alla chiusura del girone di andata.

In base a quelli che sono i risultati della classifica, programmeremo il lavoro e stabiliremo i nostri obiettivi, da lì poi capiremo la qualità della nostra semina e il valore del nostro raccolto insieme allo staff, che ringrazio per il supporto, e per la qualità del lavoro messo in campo e al servizio di tutti i ragazzi. Dobbiamo essere sempre pronti, molto attenti, più bravi e scrupolosi, curando i particolari per ottenere i migliori frutti del nostro lavoro”.

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